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    09/11/2019

     

    INVESTIRE A DETROIT, LA FENICE DEL MIDWEST, PER BENEFICIARE DEL SUO “RINASCIMENTO” 

    Scegli di investire a Detroit, un mercato immobiliare statunitense in grado di offrire opportunità di investimento immobiliare ad alto rendimento e sicure.

    Nella Storia ci sono state innumerevoli parabole che raccontano di declini e nuove ascese. Quella di Detroit è una delle poche vicende in cui la caduta è stata il preambolo di una solida ripresa.

    Tutti sanno dei decenni turbolenti che la città ha attraversato, scatenati dal tracollo dell’industria automobilistica americana – che in precedenza ne aveva trainato la crescita tanto da garantirle il soprannome di “Motown”, la città dei motori -  e seguiti da corruzione e mala gestione diventate quasi endemiche, tanto che nel 2013 la città ha dovuto dichiarare bancarotta, un fatto eccezionale nella storia d’America.

    Fino a qualche anno fa, investire a Detroit non era certo considerata un’opzione tra le più popolari per un investimento nel mercato immobiliare statunitense.

    Ma Detroit non è una città qualunque. Nel 2014 esce dal default, e l’amministrazione comunale dà il via ad un programma di riqualificazione – finanziato sia dal governo che da privati - di una portata impressionante, che implementa con efficienza e rigore draconiano.

     

    Il "Rinascimento" di una delle grandi città d'America: ecco perché investire a Detroit.

    L’obiettivo per Detroit è tornare ad essere uno dei poli indiscussi non solo del Midwest, ma di tutti gli Stati Uniti, e le mezze misure mal si prestano ad uno sforzo così titanico.

    Memori del tracollo causato dall’aver puntato esclusivamente sul comparto automobilistico, la giunta comunale è riuscita a far rinnovare gli investimenti nel tessuto cittadino ai giganti industriali di vecchia conoscenza come Ford e General Motors, ma anche ad attrarre società attive in diversi settori, in particolare quelli farmaceutico e dei servizi.

    Detroit gode di una posizione strategica, situate sulle sponde del lago Michigan ed attraversata dalla route 64, un’autostrada federale che la collega con Chicago ad ovest e col confine canadese di Toronto ad est. Non deve quindi sorprendere come grazie al cambiamento di direzione intrapreso diverse Fortune500, le prime 500 società americane in termini di fatturato, abbiano scelto di stabilirvisi: Deloitte, Quicken Loans, DTE Energy, General Motors, Ford Motor, Kellogg Co. e Whirlpool sono solo alcune delle decine di Fortune500 che oggi si possono trovare a Detroit.

    Oltre a questo, si è scelto di porre una fortissima enfasi su altri due aspetti: rendere la città bella per chi la abita, secondo il principio che l’ambiente in cui nasciamo, cresciamo e viviamo ha un forte impatto sull’individuo e sul suo senso di responsabilità, ed occupare la popolazione - specie le fasce più vulnerabili come anziani e bambini - in attività costruttive.

    La soluzione, individuata mettendo a fattor comune le due cose, è stata un piano urbanistico atto a ricostruire in tempi brevissimi e con standard superiori ai precedenti edifici abbandonati o fatiscenti, e dove non possibile nell’installare giardini pubblici e serre comuni. 

    La città ha sostanzialmente risolto anche i problemi legati alla criminalità, in prima battuta con un massiccio schieramento di forze dell’ordine nelle strade, e cogliendo un’opportunità per riqualificarsi anche dal punto di vista energetico, diventando nel 2015 la prima città degli USA per illuminazione pubblica a LED (ad oggi il 65% del totale cittadino), ribaltando gli infelici dati del 2014 secondo i quali il 40% dei lampioni non funzionava affatto.

    Il cambiamento, unito alla ritrovata crescita economica, alla sicurezza ed alle nuove opportunità, ha giovato anche al comparto della ricerca e dell’istruzione: Detroit è infatti sede di diverse università rinomate in particolare per gli insegnamenti in campo scientifico e finanziario, ed attira studenti da tutta l’America.

    Ha ricominciato ad attirare anche turisti, circa 10 milioni l’anno, molti dei quali transitano attraverso il Detroit Metropolitan Wayne County Airport (che conta a sua volta una media annuale di 17 milioni di passeggeri in transito) oppure arrivano direttamente in auto dal Canada, attraversando il Detroit-Windsor tunnel, l’unico confine transazionale subacqueo al Mondo.

     

    Investire a Detroit oggi vuol dire beneficiare di un mercato immobiliare in ascesa.

    Anche il suo mercato immobiliare è in ripresa, col 70% delle abitazioni occupate, un tasso di disoccupazione pressoché in linea con la media nazionale (è passato dal 28,3% nel 2009 al 5,9% contro la media USA del 5,1%), e la popolazione che si attesta a circa 720.000 abitanti, in aumento dopo tanti decenni di spopolamento.

    Nel complesso la città sta sperimentando una crescita stabile, con un aumento medio del PIL metropolitano del +1,5% (il PIL si attesta a poco più di 260 miliardi di $ nel 2018, il 14° PIL metropolitano negli USA), e la sua ripresa è sulla bocca delle maggiori testate internazionali, da “Le Figaro” al “Sole 24ore”, e spesso e volentieri viene definita “La città del rinascimento”.

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